SANGUE FREDDO
 

COLD BLOOD

Colpevoli d'innocenza

Colpevoli d’innocenza.

Il colore insanguinato intinto nella colpa, il dolore impregnato nell’odore ferroso del sangue. Assordante silenzio della rimozione collettiva eventi fuori campo visivo. Storie taglienti, vite ardenti di amori sbagliati, relazioni roventi. Una installazione ad alta tensione. Una colata monocromatica di chiodi infiammati.

Vittorio Simonini, artista, cappello in testa, eccentrico compagno di poetica resistenza, instancabile

nell’insonnia della poesia, con la febbre dell’utopia negli occhi.

La poetica delle anime scolpite nei fogli di carbonato trasparente si fonda sull’impiego di materia povera e di scarto, un concentrato di elementi di carbonio perduto, come materia stellare, struttura fondamentale nella chimica della vita, plasmata secondo un rituale demiurgico, un gesto di creazione attraverso un atto sciamanico fondato sull’impiego di un elemento fondamentale e ancestrale come il fuoco. Una pirografia, una scrittura col fuoco: ignizione di policarbonato geneticamente modificato, poeticamente modellato. I gesti circolari impressi dall’artista col marchio del fuoco diventano embrioni semiotici, polisemici significanti di una dinamica di senso centrifugata in uno slancio vitale creativo. Sono graffiti primordiali, una impronta biologica che feconda la vita nel fango primordiale della materia informe. Dinamica spirituale inscritta sulla struttura materiale, impulso di semiosi allo stato nascente. Puro istinto della forma che genera un andamento archetipico a spirale. Un movimento che ripete un’onda cosmica, il disegno ellittico erratico di una galassia in fuga. Il fuoco all’impatto con la superficie crea effetti particolari di incrinature e linee di frattura che ricordano forme organiche. Un gioco di echi eccentrici in un mare di rifrazioni.

Riemergono sulla superficie lembi di esistenze vaganti, trapiantate, dislocate ed accartocciate ad un passo dalla completa dissipazione. Segni sempre più rarefatti e quasi graffiati, abrasi nel puro intreccio di linee di una filigrana di vibrazioni intessute in sottili fibre nervose, linee di tensione febbrile disegnate da esalazioni di calore: la trascendenza della forma nei dintorni del fuoco. Nella materia si crea un vuoto d’aria da riempire, una voce introiettata, un grido trattenuto, respinto nelle profondità gutturali dell’anima. Apnea amniotica cristallizzata nel respiro, anima e pneuma in una bolla di vetro, eternamente trasparente. L’esilio nell’ enclave autoreferenziale nell’ossessione dell’identità.

Vittorio Raschetti

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Le immagini pubblicate su questo sito sono protette da copyright con ogni diritto riservato. Scatti e interventi di Vittorio Raschetti sono parte della curatela del progetto. 

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Vittorio Simonini intende dare corpo all’incorporeo, penetrando il mistero della conversazione di un’anima con se stessa mostrando il ronzio vorticoso della germinazione, il suo instabile carattere libero e mobile. Il ruolo dell’artista ricalca quello di un custode dell’autenticità attraverso la cura della spontaneità e della purezza dello sguardo, unendo l’innocenza e la miracolosa forza della fragilità. Siamo dove sogniamo – sembra suggerire l’artista - dove si promette l’impossibile, dove si disattende ogni principio di realtà, dove anime sconosciute si scoprono simultanee, implicate senza nessuna ragione apparente, senza alcuna ragione sufficiente.

Vittorio Raschetti

Vittorio Simonini

Veniamo dall’acqua, di cui conserviamo una memoria arcaica. Correnti di maree attraversano la nostra profondità. Nelle nostre vene scorre acqua salata ed amniotica. Siamo migrati sulla terraferma per fuggire da un ecosistema dove le insidie della catena alimentare e della selezione evolutiva avevano reso la vita precaria e pericolosa. Attraverso installazioni ambientali e sculture di materiali di riciclo altamente evocativi, le opere di Vittorio Simonini si concentrano indagano il senso del rito di passaggio, l’approdo a un nuovo mondo come metamorfosi ontologica ed antropologica, riflettendo sul valore simbolico ed etico dell’oltrepassare la soglia di un orizzonte di conoscenza per una opportunità di sopravvivenza.

Vittorio Simonini vive in una città di mare: Viareggio. Poeta e scultore materico, ha assecondato una vocazione per l’arte che lo ha portato ad evolvere in un linguaggio intenso, iconoclasta, intransigente, etico ed intriso di passione per la nudità dell’anima. Ha trovato nel fuoco una energia primordiale che impiega per accendere le sue sculture di vitalità ed infiammarle di verità. Per lui il mare è irrequietezza, desiderio di libertà, rifiuto di restrizioni mentali e di confini culturali.

Vittorio Raschetti

"Nella materia si crea un vuoto d’aria da riempire, una voce introiettata, un grido trattenuto, respinto nelle profondità gutturali dell’anima. Apnea amniotica cristallizzata nel respiro, anima e pneuma in una bolla di vetro, eternamente trasparente. L’esilio nell’ enclave autoreferenziale nell’ossessione dell’identità."

Vittorio Raschetti

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